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I Tatami. In Giappone una elaborata stuoia
sostituisce il letto, le sedie,
il
tavolo, il divano, le poltrone, il suo nome è TATAMI. Con esso
i giapponesi ricoprono tutto il pavimento della casa. I
Tatami vengono confezionati con stoppie di riso, rese
uniformi e legate con una corda robusta, raggiungono lo
spessore di circa 6 cm. e sono rivestiti esternamente da una
stuoia di paglia. I margini sono squadrati con estrema
precisione e i due lati più lunghi sono orlati con una
fettuccia larga di lino nero o cotone; quelli delle case
nobiliari hanno, intessuti nella fettuccia, dei
motivi ornamentali in bianco e nero. Quando
si cammina sul Tatami esso cede
leggermente alla pressione del piede nudo; i giapponesi
lasciano le scarpe all'esterno della loro casa, e ogni
rumore è attutito dalla loro morbidezza. A primavera durante
le prime giornate di sole, vengono tolti e messi davanti
casa per arieggiarli, appoggiati a due a due come carte da
gioco.
Sul
Tatami la gente mangia, dorme e muore; essi rappresentano
nello stesso tempo il letto, la sedia, la poltrona e a volte
anche la tavola.
Di notte sul Tatami
viene steso il Futon con una trapunta come coperta ed il
letto è pronto. Al mattino tutti questi oggetti vengono chiusi
in un grande armadio a muro e la casa riacquista l'atmosfera
tranquilla tipica delle case giapponesi.
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ISTRUZIONI USO TATAMI
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Il Tatami è un prodotto naturale
in paglia di riso; di per se la paglia di riso non
costituisce alimento per nessun tipo di acaro o insetto, con
il tempo però la polvere e la nostra stessa epidermide si
possono depositare sui Tatami diventando "cibo" per gli
acari o insetti. E' necessario pertanto passare mensilmente
l'aspirapolvere sul Tatami ed arieggiarlo spostando il
materasso.
Per la pulizia o eliminazione
di eventuali acari o insetti, si consiglia di pulirlo con un
panno umido imbevuto di acqua e aceto diluito 1 a 5 o di
spruzzare dell'antiparassitario ecologico a base di piretro.
Il materasso
appoggiato sul Tatami va arieggiato con maggiore frequenza
(almeno una volta al mese) per evitare ristagni di umidità
che possono verificarsi nei mesi più umidi o prodotti dalla
nostra sudorazione;
tutto ciò per far respirare il Tatami ed il materasso.
La procedura consigliata
è:
Un difetto di conformità del
bene che si verificasse a seguito della mancata osservanza
di queste istruzioni non potrà essere imputato alla Cinius e
non potrà dare luogo ai rimedi della risoluzione del
contratto, della riduzione del prezzo, della sostituzione o
della riparazione del bene
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I Tatami sono la pavimentazione della casa tradizionale
giapponese composti di tre parti: l'imbottitura "toko",
confezionata molto accuratamente con stoppie di paglia di riso
rese uniformi, intrecciate e legate con una corda robusta, che
raggiungono lo spessore di due o più pollici, circa 6cm, e di
un peso che si aggira intorno ai 30 Kg, il rivestimento
esterno visibile "omote" è una stuoia di paglia
"igusa" più o meno raffinata.
La paglia di migliore
qualità deve essere lunga ma, poiché la mietitura
meccanizzata la trancia in pezzetti piccoli, si è dovuto
persino ricorrere all'importazione da Taiwan.
I margini sono
squadrati con precisione, così da permettere di essere
affiancati od allineati con più facilità, e quelli dei due
lati più lunghi sono orlati sopra e di lato con una fettuccia
"heri" di lino o cotone, di colore nero per quelli
più comuni, se ne possono trovare, soprattutto nelle dimore
più prestigiose, orlati con fettucce anche di tessuti diversi
e decorate con ideogrammi o simboli stilizzati quale ad
esempio il crisantemo uno dei simboli del Giappone.
La
lavorazione artigianale dei Tatami viene affidata a più
persone specializzate, alcune nella produzione di ognuna delle
tre parti altre nell'assemblaggio e nella rifinitura, non di
rado in alcuni luoghi del Giappone si possono vedere gli
artigiani davanti la porta di casa, chi accucciato vicino ad
un basso telaio intento alla fabbricazione della stuoia, chi
intento ad intrecciare e legare stoppie, chi alla rifinitura
degli stessi.
I materiali che compongono i Tatami sono tutti
naturali e ne fanno quindi un prodotto ecologico, in quanto
completamente biodegradabile, e al tempo stesso dall'elevato
comfort, la particolarità è che permette di avere una
pavimentazione completamente aderente alla base sulla quale
viene poggiata senza l'ausilio di collanti ed un notevole
isolamento termoacustico.
Pur essendo una superficie compatta
quando si cammina, assolutamente scalzi o con il Tabi, la
tipica calza giapponese col dito separato le calzature si
lasciano obbligatoriamente all'esterno della stanza per
evitare di offendere il luogo e le persone che lo abitano, i
Tatami cedono leggermente alla pressione del piede provocando
una piacevole sensazione di contatto con il suolo.
I Tatami
nel corso del tempo sono diventati unità di misura vere e
proprie, difatti l'Architetto progetta sempre stanze che
contengono un determinato numero di Tatami. L'interno
dell'abitazione non è concepito per proteggersi dalla natura
ma per integrarsi con essa in piena armonia ed equilibrio.
I
monaci del Buddismo zen nei periodi Muromachi e Momoyama
hanno così ben espresso e formulato questo ideale che
l'intera società giapponese aspira a seguirlo. Il risultato
sono ambienti che sembrano parlare allo spirito e infondere
calma ed equilibrio.
Minimalismo e semplicità sono le
caratteristiche che la filosofia zen ha trasmesso ai
tradizionali interni giapponesi. Questo effetto si raggiunge
attraverso il ritmo delle superfici verticali "pareti
shoji e fusuma" e orizzontali i Tatami appunto accostati
a materiali e colori naturali.
Pressappoco nello stesso periodo in cui Leonardo da Vinci
sviluppò il sistema di dimensioni basato sulle proporzioni
del corpo umano da utilizzare in architettura, gli artigiani e
i costruttori giapponesi standardizzavano le dimensioni dei
tatami.
Orientativamente i Tatami corrispondono allo spazio
occupato da una persona sdraiata le misure più frequenti (ma
possono variare da provincia a provincia) sono 90x180cm o
85x180cm, vi sono anche i mezzi Tatami che sono di 90x90cm o
85x85cm, la stanza con pavimento di questo tipo viene
denominata washitsu, mentre quando si parla di una stanza all'
occidentale si usa yoshitsu.
In primavera durante le prime
giornate di sole, i Tatami vengono sollevati e messi davanti
casa per arieggiarli, appoggiati a due a due come carte da
gioco.
LA SUA STORIA
Alcuni cenni storici ci faranno capire meglio l'evoluzione
dei Tatami nel corso dei secoli:
il primo utilizzo
dell'antenato dei Tatami, datato intorno all'ottavo secolo
periodo "Nara", è da attribuire all'imperatore
"Shomu" il quale utilizzò una stuoia di paglia per
dormire, ma solo dalla seconda metà del periodo "Heian"
si diffuse l'usanza, particolarmente in presenza di un
illustre ospite, di stendere delle stuoie rotonde
"Enza" per sedervisi, e successivamente e fino al XV
secolo delle stuoie lunghe "Goza" per dormirvi.
Il
nome Tatami, già in uso nel periodo "Heian, indicava
stuoie che si potevano ripiegare ed impilare dal verbo "tatamu"
che ha tale significato.
Fu nel XVI secolo, periodo "Muromachi,
nel feudo di "Bingo" (nell'attuale prefettura di
Hiroshima) che venne introdotto l'uso di steli di giunco per
intrecciare tatami.
Per lungo tempo si cercò da parte dei
feudatari della zona di "Bingo" di tenere segreta la
tecnica di produzione dei Tatami, infatti per la diffusione e
l'utilizzo degli stessi nelle abitazioni della gente comune bisognerà
attendere la fine del XIX secolo periodo "Meiji",
tutto si trasformerà in ciò che noi oggi conosciamo: la
stuoia dell'imperatore in Tatami, l' "enza" nello
"zabuton" comodo cuscino imbottito, la "goza"
nello "shikibuton" o "futon" comodo
materasso disteso sui Tatami.
L'uso dei Tatami si diffonderà
oltre che per le dimore dei nobili anche negli edifici
religiosi, templi e monasteri buddisti e scintoisti
I Tatami dopo aver raggiunto l'odierna forma hanno dovuto
resistere anche agli attacchi della modernizzazione che ha
stravolto i canoni costruttivi, gli arredi e gli spazi delle
abitazioni.
I giapponesi moderni cercano di mantenere la
tradizione, magari allestendo almeno una stanza della loro
abitazione con i Tatami che diventano l'elemento centrale
della casa trasmettendo attraverso il suo inconfondibile e
gradevole profumo, il suo colore tenue e rilassante una calda
e serena atmosfera.
I Tatami accompagnano la vita familiare ed
individuale: i pasti, la tradizionale cerimonia del the, le
relazioni sociali, la preghiera, l'amore ed anche la morte.
L'utilizzo dei Tatami e' consigliato a tutti coloro che
vogliono fare della casa un'oasi di serenità, riacquistando
la piacevolezza del camminare a contatto con la natura, senza
dover rinunciare ma anzi accrescendo l'estetica ed il comfort,
a chi e' sempre più attento nell'uso di materiali naturali
che non incidono sull'ecosistema. Secondo un pensiero
filosofico i Tatami non sono solo un luogo fisico ma una porta
di accesso alla Consapevolezza, la possibilità, anche in
piccoli ambienti, di espandere il proprio spazio.
La crescente attenzione da parte degli architetti a fare
della casa non un dormitorio ma un ambiente vivo ed aperto fa
sì che la scelta dei Tatami sia quasi un obbligo, una base da
cui partire nella progettazione degli spazi, sia dal punto di
vista dei materiali che meramente economico.
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